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Segreteria
di Luca Frongia*
Qualche giorno fà (20.12) ci siamo trovati per l'ennesima volta a piangere un nostro Collega che ha deciso di porre fine ai suoi giorni. Ogni volta che succede un fatto simile – e ultimamente succede fin troppo spesso... – si rinfocola quel vespaio fatto di polemiche, critiche, sdegno e recriminazione che va a popolare la pagina di qualche forum per alcuni giorni, per poi ripiombare nell'oblio. Fino alla volta successiva, quando tutto si ripropone nella sua drammaticità. Vista così, sembra un fuoristrada che cerca di togliersi dal pantano: ma più accelera, più sprofonda. E le grida di aiuto dei suoi occupanti restano puntualmente inascoltate: sono le urla nel silenzio.
Trattare la storia dei nostri Caduti di tutte le epoche mi ha portato più volte a scontrarmi con una realtà tenuta da sempre volutamente sommersa: quella dei suicidi. Più andiamo indietro nel tempo, più questo fenomeno era facilmente controllabile e gestibile mediaticamente dai vari comandi e dal Ministero: la stampa era poca, le notizie filtravano col contagocce, nessuno si azzardava a sollevare polveroni che avrebbero avuto come unico esito quello di offuscare la carriera del singolo poliziotto. Sindacati non ce n'erano, la vita militare obbligava ad una muta rassegnazione di fronte a gesti che hanno sempre fatto parte del nostro ambiente, vuoi per la vita peregrina che vi si faceva con le stellette, vuoi per situazioni personali che sfuggivano ad ogni facoltà di controllo anche quando i controlli erano molto più attenti di ora.
Ma oggi, nell'era di internet e dell'informazione plug-and-play, nessuno riesce più a controllare e gestire questa piaga che negli ultimi anni è dunque emersa in tutta la sua devastante drammaticità e attualità. La sensazione che è stata percepita ai “piani alti” è stata quella di un immediato imbarazzo, come il bambino sorpreso con le dita nella marmellata o l'amante scoperto nel talamo nuziale a brache calate. Ancora una volta le figure istituzionali dalle quali ci si aspetterebbe un aiuto concreto hanno fatto orecchie da mercante, preferendo un silenzio stile tutto-bene-non-è-successo-niente ad un'effettiva collaborazione con la truppa per trovare una soluzione o quantomeno una via di ascolto che non sia fatta solo di parole. Perchè il Poliziotto penitenziario che si suicida viene ministerialmente considerato come un parente scomodo della nostra grande famiglia, alla stregua di quella vecchia zia arrogante e dal fiato pestilenziale che si cerca di incontrare solo proprio quando è necessario: a Natale, a Pasqua, ma non di più... Ci si ostina a voler ricercare soluzioni all'avanguardia continuando invece a sottovalutare proprio quella “base” fatta da tanti onesti Agenti che quotidianamente collaborano tra loro e che sono magari i primi a notare situazioni di disagio o essere a conoscenza di problematiche personali particolari. Quante volte negli interminabili turni il collega si è lasciato andare a confidenze circa eventi di vario genere che gli stanno rendendo la vita impossibile? I soldi che non bastano, il figlio che forse ha iniziato a drogarsi, il sospetto che la moglie lo tradisca con un altro, la paura di una grave malattia propria o di un congiunto... La lista potrebbe continuare all'infinito. E noi ad ascoltare, pervasi da quel senso di impotenza di chi non ha gli strumenti adatti per aiutare il nostro Fratello, consapevoli solo del fatto che ricorrere alle vie gerarchiche significa soltanto una cosa: aspettativa a metà stipendio, cioè l'aggiunta di un problema a un altro problema.
Molti diranno: non è vero che non è stato fatto nulla. Vi hanno fornito i centri di ascolto figura assistenziale in grado di fornire supporto psicologico in un momento di fragilità che tutti noi (e dito proprio TUTTI!) abbiamo passato in un momento particolarmente buio della nostra vita. Sarebbe bello dire che esistono veramente, se non in alcune sporatiche strutture e grazie solo a convenzioni con le asl locali. Siamo esseri umani, non robot: questo probabilmente è ciò che sfugge ai nostri capi. La mentalità dominante è ancora quella secondo cui la nostra Uniforme è uno scudo infrangibile per tutto, anche per la depressione. E quando questa nonostante tutto colpisce l'Uniforme (non l'Uomo o la Donna, ma l'Uniforme...), l'unico aiuto possibile si chiama aspettativa: via la pistola, via le manette, via il tesserino e di corsa alla Commissione Medica Ospedaliera, una sorta di lazzaretto in cui il Collega viene lasciato a mo' di lebbroso, scaricando la rogna ad altri enti che si assumeranno la responsabilità sul suo futuro lavorativo. Nulla si è fatto per gestire una depressione. E prima ancora di essa, la diffidenza che porta il Collega a chiudersi ulteriormente in se stesso spingendolo in una spirale involutiva che lo porta ad allontanarsi da quello che dovrebbe essere un porto sicuro in cui trovare conforto e ristoro.
Conforto e ristoro che il Collega cerca e trova più volentieri confidandosi informalmente con i suoi compagni di turno o con il dirimpettaio di scrivania, con il quale molto spesso c'è prima una solida e rodata amicizia e poi il rapporto lavorativo. Una sorta di padre confessore privo tuttavia di poteri assolutori e quindi non in grado di placare i tormenti interiori.
La soluzione più idonea era stata già prospettata: dotiamo ogni truttura di polizia penitenziaria di uno psicologo che sia svincolato professionalmente e istituzionalmente dai nostri ruoli. Un professionista che sia realmente a disposizione di tutti noi senza timori di nessun tipo: non un untore, ma un'ancora di salvezza che con la psicoterapia aiuti e non discrimini. Lo fanno già in molti altri Stati, perchè non anche da noi? Semplice: non ci sono i fondi necessari.Bene!
E allora è più conveniente per il nostro ministero piangere in silenzio ogni suicidio, facendo finta che non sia successo e magari cercando “colpe” che esulino dal servizio, un po' come Ponzio Pilato quando ha consegnato Cristo al carnefice. E' più conveniente continuare a considerare questi Fratelli come parenti scomodi da relegare nell'angolo buio del desco imbandito che sfama l'intera categoria.
Continuiamo a negare il problema, o comunque a ridimensionarlo. Ma impariamo anche ad accettare le conseguenze di un simile scellerato atteggiamento.
*Segretario Generale agg. LiSiAPP
I NOSTRI COLLEGHI CHE SI SONO TOLTI LA VITA DALL'INIZIO DELL'ANNO 2011
( nr. 02 tentati suicidi - uno a milano l'altro a benevento)
20.12.11 Pordenone Assistente capo si spara con pistola di ordinanza
31.10.11 Salerno (Battipaglia) Assistente suicida
18.10.11 Roma (regina coeli) Ispettore suicida
07.09.11 Torino Agente suicida
01.07.11 Parma I.P. Agente suicida
15.05.11 Viterbo Assistente di Polizia Penitenziaria suicida
12.04.11 Caltagirone Assistente capo polpen suicida a mezzo impiccagione
09.04.11 Mamone Lodè Assistente capo polpen suicida con pistola di ordinanza
TOTALE 92 AGENTI IN 10 ANNI
CADUTI RICONOSCIUTI VITTIME DEL DOVERE
LORUSSO Antonio Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Ruvo di Puglia (BA) il 22/08/1929 in servizio presso la Casa Circondariale di Palermo. Il 5 maggio 1971, mentre è alla guida dell'autovettura di servizio, a seguito di un attentato messo in opera da malviventi, perde la vita, unitamente al Procuratore della Repubblica di Palermo. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 101/1968 dal Ministero dell'Interno.
MARCELLI Roberto Agente del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Fabrica di Roma (VT) il 03/08/1952 in servizio presso la Casa Circondariale di Genova. Il 6 aprile 1973, nell'espletamento del servizio di vigilanza sul muro di cinta dell'Istituto di Genova, veniva accidentalmente colpito a morte da un collega. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
PANZERA Giuseppe Appuntato - nato a Reggio Calabria il 04/08/27 in servizio presso la Casa di Reclusione di Firenze. L’1 settembre 1973 all'interno dell'Istituto interveniva per immobilizzare un detenuto armato di coltello. Incurante della mortale ferita riportata all'addome riusciva a disarmarlo e ad evitare ulteriori gravi conseguenze. Riconosciuto "Vittima del dovere" ai sensi della Legge 624/1975. In data 19 aprile 1974 il Ministero della Difesa gli conferiva la Medaglia d'Argento al Valor Militare alla Memoria.
PASSERINI Giuseppe Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Caprarola (VT) il 26/09/1927 in servizio presso la Casa di Reclusione di Civitavecchia. Il 2 gennaio 1974 nell'espletamento del servizio all'interno dell'Istituto, veniva ferito da un colpo di pistola sparato a bruciapelo da un detenuto che cercava di evadere. Prontamente soccorso cessa di vivere durante il tragitto in ospedale. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 748/1972 dal Ministero dell'Interno.
FISCHIONE Nerio Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a S. Nicola Tornimparte (AQ) il 15/09/1932 in servizio presso Carcere Giudiziario di Brescia. Il 5 agosto 1974, catturato come ostaggio da tre detenuti armati, riusciva a liberarsi scatenando la reazione di uno di loro che lo ferivano cagionandone la morte alcuni giorni dopo. La coraggiosa azione contribuiva al fallimento del tentativo d'evasione. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge n.748/1972 dal Ministero dell'Interno. In data 14 maggio 1975 il Ministero della Difesa gli conferiva la Medaglia d'Argento al Valor Militare.
CANTIELLO Gennaro Brigadiere del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Formicola (CE) il 16/06/1938 in servizio presso il Centro Penitenziario d'Alessandria. Il 9 ottobre 1974 catturato tra gli ostaggi, presi dai detenuti in rivolta, riusciva a trasportare il medico dell'Istituto fuori della portata dei rivoltosi. Tornava poi volontariamente tra gli ostaggi per placare gli animi. Nell'epilogo della vicenda perdeva la vita. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge n.748/1972 dal Ministero dell'Interno. In data 24 febbraio 1975 il Ministero della Difesa gli conferiva la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria.
GAETA Sebastiano Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia - nato ad Aiello del Sabato (AV) il 18/01/1926 in servizio presso il Centro Penitenziario d'Alessandria. Il 9 ottobre 1974 catturato come ostaggio da alcuni detenuti armati in rivolta, nell'intento di evitare una strage, si faceva scudo col proprio corpo agli altri ostaggi sacrificando così la propria vita. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge n.748/1972 dal Ministero dell'Interno. In data 24 febbraio 1975 il Ministero della Difesa gli conferiva la Medaglia d'Argento al Valor Militare alla Memoria.
BONINCONTRO Attilio Brigadiere del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Noto (SR) il 27/01/1924, in servizio presso la Casa Circondariale di Palermo. Il giorno 30 novembre 1977, nell'androne della propria abitazione, veniva fatto segno d'alcuni colpi d'arma da fuoco da parte d'ignoti, che lo attingono mortalmente. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 624/1975 dal Ministero dell'Interno
ANGELI Adelio Agente del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Bagno di Romagna (FO) il 28/03/1941 in servizio presso la Scuola Portici. Il 07 gennaio 1978 libero dal servizio, mentre si trovava all'interno di un esercizio commerciale, veniva ferito, nel tentativo di sventare una rapina, da parte di un gruppo di malviventi. Muore in ospedale a seguito delle ferite riportate il 12 gennaio 1978. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 624/1975 dal Ministero dell'Interno. In data 26/11/1980 il Ministero dell’Interno gli conferiva la Medaglia d'Oro al Valor Civile.
CUTUGNO Lorenzo Agente - nato a Barcellona P.G. (ME) il 14/01/47 in servizio presso la Casa Circondariale di Torino. L’11 aprile 1978, ferito in un agguato tesogli da due terroristi riusciva, con la propria arma a colpirne uno di essi, ciò provocava la reazione dell'altro che lo colpiva a morte. L'eroico gesto, che gli costava la vita, permetteva la cattura del terrorista ferito. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 624/1975 dal Ministero dell'Interno. In data 18 novembre 1978 il Ministero della Difesa gli conferiva la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria.
Il carcere di Torino “Le Vallette” è intitolato agli Agenti Lorusso e Cutugno
DI CATALDO Francesco Maresciallo Maggiore - nato a Barletta (BA) il 20/09/26 in servizio presso la Casa Circodariale di Milano. Il 20 aprile 1978 uscito dalla propria abitazione per recarsi in servizio veniva affrontato da due sconosciuti che gli esplodono sette colpi d'arma da fuoco uccidendolo all'istante. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 624/1975 dal Ministero dell'Interno. In data 15 giugno 2004 gli è stata altresì conferita dallo stesso Dicastero la Medaglia d'Oro al Merito Civile alla Memoria.
SANTORO Antonio Maresciallo Capo - nato a Avigliano (PZ) il 26/04/26 in servizio presso la Casa Circodariale di Udine. Il 6 giugno 1978, mentre si reca in Istituto, rimane vittima di un agguato terroristico tesogli da due persone appartenenti alle Brigate Rosse. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
In data 15 giugno 2004 gli è stata altresì conferita dallo stesso Dicastero Medaglia d'Oro al Merito Civile alla Memoria
PAGLIEI Giuseppe Agente - nato a Giuliano di Roma (FR) il 28/06/49 in servizio presso la Casa Circodariale di Frosinone. L’ 8 novembre 1978, di scorta a un Magistrato addetto alla Procura della Repubblica, rimane vittima di un attentato, unitamente al Magistrato e all'autista. L'attentato viene rivendicato da una organizzazione terroristica. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 624/1975 dal Ministero dell'Interno.
In data 15 giugno 2004 gli è stata altresì conferita dallo stesso Dicastero la Medaglia d'Oro al Merito Civile alla Memoria.
LORUSSO Giuseppe Agente - nato a Carapelle (FG) il 25/09/49 in servizio presso la Casa Circodariale di Torino. Il 19 gennaio 1979, nei pressi della propria abitazione, mentre si recava in servizio, veniva affrontato da un gruppo di persone che immediatamente aprivano il fuoco uccidendolo. L'attentato, veniva rivendicato da appartenenti a Prima Linea. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 624/1975 dal Ministero dell'Interno.
In data 15 giugno 2004 gli è stata altresì conferita dallo stesso Dicastero la Medaglia d'Oro al Merito Civile alla Memoria.
Il carcere di Torino “Le Vallette” intitolato agli Agenti Lorusso e Cutugno
DI BONA Calogero Maresciallo del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Villarosa (EN) il 29/08/1944 in servizio presso la Casa Circondariale di Palermo. Scomparso il 28 agosto 1979. Si presume sia stato vittima della cosiddetta "Lupara Bianca" palermitana. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
CERULLI Pietro Agente del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Miano (NA) il 26/05/1950 in servizio presso la Casa Circondariale di Palermo. Il 13 luglio 1980, mentre rincasava alla guida della propria autovettura, veniva fatto segno di un attentato mortale commesso da appartenenti ad associazioni di cui all’art.416/bis C.P.. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980.
CINOTTI Raffaele Agente - nato a San Prisco (CE) il 23/05/53 in servizio presso la Casa Circodariale di Roma Rebibbia. Il 7 aprile 1981 veniva aggredito sotto la propria abitazione da tre brigatisti che lo attingevano di numerosi colpi d'arma da fuoco ferendolo a morte. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
BATTAGLI Agostino Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Portici (NA) il 18/10/1945 in servizio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. Il 5 giugno 1981 intento nell'acquisto di merce all'interno di un esercizio commerciale della città, veniva attinto mortalmente da alcuni colpi di arma da fuoco, sparati da tre giovani che irrompevano con violenza nel negozio. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
CAPUTO Antonio Brigadiere del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Benevento il 03/06/1942 titolare del servizio di custodia presso la Casa Circondariale di Salerno. Il 28 luglio 1981, mentre rientrava nella propria abitazione, veniva mortalmente attinto da colpi di arma da fuoco sparati da individui a bordo di una autovettura. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
RUCCI Francesco Agente del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Giovinazzo (BA) il 08/07/1956 in servizio presso la Casa Circondariale di Milano. Il 18 settembre 1981, mentre si recava in Istituto per assumere servizio, rimaneva vittima di un attentato terroristico. L'assassino, prima di sparare, lanciava un candelotto fumogeno al fine di creare confusione ed assicurarsi la fuga. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
PARAGANO Alfredo Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Perdifumo (SA) il 03/11/1943 in servizio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. Il 12 febbraio 1982, ad Arzano (NA), libero dal servizio, veniva ferito mortalmente da colpi di arma da fuoco esplosi da ignoti a bordo di una autovettura.. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
BURRAFATO Antonino Vice Brigadiere - nato a Nicosia (CL) il 13/06/33 in servizio presso la Casa Circondariale di Termini Imerese. Il 29 giugno 1982, mentre si recava in Istituto per assumere servizio veniva fatto segno di numerosi colpi d'arma da fuoco partiti da due autovetture. Cessava di vivere subito dopo il ricovero in ospedale per le ferite riportate. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
Il 20 novembre 2002 la Corte d'appello di Palermo ha candannato a 10 anni di reclusione uno degli assassini.
GRAZIANO Antimo Brigadiere del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Bellona (CE) il 04/06/1937 in servizio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. Il 14 settembre 1982 rientrando dal servizio appena prestato, all'interno della propria autovettura, nei pressi dell'abitazione, veniva attinto mortalmente da numerosi colpi d'arma da fuoco da parte di tre sconosciuti. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
DE ANGELIS Gennaro Agente del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Cesa (CE) il 26/10/1945 in servizio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. Il 15 ottobre 1982 mentre si trovava in un circolo ricreativo nelle vicinanze dell'abitazione, rimaneva vittima di un attentato di stampo camorristico ad opera di tre individui dal volto coperto che, entrati nel locale, gli esplodevano contro tre colpi d'arma da fuoco. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
STEFANINI Germana Vigilatrice Penitenziaria - nata a Roma il 09/07/1926 in servizio presso la Casa Circondariale Femminile di Roma “Rebibbia”. Il 28 gennaio 1983 a seguito del servizio prestato all'interno dell'Istituto veniva sequestrata ed uccisa da appartenenti al gruppo terroristico "Potere Proletario Armato". Riconosciuta Vittima del Terrorismo. Ha beneficiato della speciale elargizione ai sensi della Legge 466/1980.
IZZO Nicandro Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Calvi Risorta (CE) il 01/12/1944 in servizio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. Il 31 gennaio 1983, dopo numerose minacce ricevute, veniva ucciso con un colpo di pistola alla testa da parte di ignoti, a poche decine di metri dall'Istituto. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
MANDATO Pasquale Maresciallo del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Pietralcina (BN) il 19/05/1930 in servizio presso la Casa Circondariale di S.M. Capua Vetere. Il 5 marzo 1983 mentre si recava in servizio, veniva fatto segno di numerosi colpi d'arma da fuoco da parte di sette, otto aggressori che lo ferivano mortalmente. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal ministero dell'Interno.
D'AMATO Rocco Agente - nato a Polla (SA) il 14/03/63 in servizio presso la Casa Circodariale di Bologna. Il 13 maggio 1983 nell'espletamento del servizio all'interno dell'Istituto, veniva aggredito da un detenuto armato di un arnese contundente e nel corso della colluttazione rimaneva ferito mortalmente. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno. In memoria di D'Amato è stata intitolata la caserma agenti della Casa Circondariale “Dozza”
DE FLORIO Ignazio Agente del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Apice (BN) il 13/02/1959 in servizio presso la Casa di Reclusione di Carinola. L’11 ottobre 1983 veniva fatto segno di un attentato, riconducibile a fatti commessi per il perseguimento delle finalità delle associazioni di cui all’art.416/bis C.P., mentre ritornava a casa dopo essere smontato dal servizio. Prontamente soccorso, cessava di vivere durante il trasporto in Ospedale. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
CRISTIANO Antonio Agente del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Trentola Ducenta (CE) il 03/02/1956 in servizio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. Il 2 dicembre 1983, nei pressi della propria abitazione, rimane vittima di un attentato ad opera di ignoti che, a bordo di una autovettura, sparano numerosi colpi di arma da fuoco. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
SALSONE Filippo Maresciallo del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Brancaleone (RC) il 28/05/1942 in servizio presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria. Il 7 febbraio 1986 mentre rincasava alla guida della propria autovettura, unitamente alla famiglia, veniva fatto segno di un attentato mortale che, per dinamica e armi usate, richiama analoghe azioni di stampo mafioso. Riconosciuto "Vittima del dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
VITTORIA Aniello Agente del Corpo degli Agenti di Custodia - nato ad Avella (AV) il 16/01/1965 in servizio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. L’1 giugno 1986, a Foce Sele (SA) libero dal servizio, prestava soccorso a due giovani bagnanti in difficoltà, traendoli in salvo nonostante le avverse condizioni marine. Nell'avvicinarsi a riva veniva sorpreso da una grossa ondata che lo portava in mare aperto ove perdeva la vita. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno. In data 26.9.1986 gli è stata altresì conferita dallo stesso Dicastero la Medaglia d'Oro al Valor Civile.
SISCA Rosetta Vigilatrice Penitenziaria - nata a Torano Castello (CS) il 20/02/1952 in servizio presso la Casa Circondariale di Torino Le Vallette. Il 3 giugno 1989 in occasione di un incendio sviluppatosi all'interno dell'Istituto, si prodigava nel tentativo di salvare alcune detenute. Sopraffatta dalle venefiche esalazioni, s'accasciava esanime immolando la propria vita. Ha beneficiato della speciale elargizione ai sensi della Legge 466/1980. In data 8.10.1989 il Ministero dell'Interno gli ha conferito la Medaglia d'Oro al Valor Civile.
CASAZZA Maria Grazia Vigilatrice Penitenziaria - nata a Genova il 07/06/1960 in servizio presso la Casa Circondariale Torino Le Vallette. Il 3 giugno 1989 in occasione di un incendio sviluppatosi all'interno dell'Istituto, si prodigava nel tentativo di salvare alcune detenute. Sopraffatta dalla venefiche esalazioni, s'accasciava esanime immolando la propria vita. Ha beneficiato della speciale elargizione ai sensi della Legge 466/1980. In data 8.10.1989 il Ministero dell'Interno gli conferiva la Medaglia d'Oro al Valor Civile.
DI LORENZO Pasquale Sovrintendente - nato a Sipiciano di Galluccio (CE) l'1/06/47 in servizio presso la Casa Circondariale di Agrigento. Il 13 ottobre 1992, veniva ucciso nell'abitazione di campagna sita in Porte Empedocle (AG), da ignoti appartenenti ad organizzazionicriminali a causa del fermo comportamento tenuto nell'espletamento del delicato servizio d'istituto affidatogli. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno. In data 16 giugno 2003 gli è stata altresì conferita dallo stesso Dicastero la Medaglia d'Oro al Merito Civile alla memoria.
CAMPANELLO Pasquale Sovrintendente Capo del Corpo di Polizia Penitenziaria - nato a Avellino il 14/11/1960 in servizio presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale. L’8 febbraio 1993, a Mercogliano (NA) viene assassinato da un gruppo di Killer della camorra davanti la propria abitazione. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
BODENZA Luigi Assistente Capo - nato a Enna il 26/09/44 in servizio presso la Casa Circodariale di Catania. Il 25 marzo 1994 a Gravina (CT), smontante dal servizio appena prestato, alla guida della propria auto, veniva affiancato da un'altra autovettura al cui interno si trovavano due sicari che lo attingevano di numerosi colpi d'arma da fuoco uccidendolo. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno. In data 15 giugno 2004 gli è stata altresì conferita dallo stesso Dicastero la Medaglia d'Oro al Merito Civile alla Memoria.
La caserma del penitenziario di Caltagirone è stata intitolata a Luigi Bodenza -
MAGLI Carmelo Agente del Corpo di Polizia Penitenziaria – nato a Francavilla Fontana (BR) il 04/03/1970 in servizio presso la Casa Circondariale di Taranto. Il 18 novembre 1994, a Taranto smontante dal turno di 16/24 nel percorrere con la propria autovettura il tragitto che l’avrebbe condotto a casa viene assassinato in un vile agguato perpetrato da appartenenti ad una associazione a delinquere di stampo mafioso. Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.
MONTALTO Giuseppe Agente Scelto - nato a Trapani il 14/05/65 in servizio presso la Casa Circondariale di Palermo. Il 23 dicembre 1995, a Contrada Palma (TP) mentre, in compagnia della moglie e della figlia, si accingeva a salire sulla propria autovettura, cadeva sotto numerosi colpi di fucile esplosi da due sicari travisati, appartenenti all'organizzazione criminosa "Cosa Nostra". Riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno. In data 19 novembre 1997 lo stesso Dicastero gli conferiva la Medaglia d'Oro al Merito Civile alla memoria.
CADUTI NELL’ADEMPIMENTO DEL SERVIZIO
NATALIA Franco Vice Brigadiere del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Ferentino (FR) il 03/02/1949 in servizio presso l’Istituto Osservazione per Minori “Casal del Marmo” di Roma. L’11 ottobre 1980, lungo la S.S. Flaminia perdeva la vita a seguito di un incidente stradale mentre svolgeva un servizio comandato. Riconosciuto "Caduto nell’adempimento del servizio" ai sensi della Legge 308/1981 dal Ministero dell'Interno.
PUZZO Salvino Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Cervicati (CS) il 05/01/1946 in servizio presso l’Istituto Osservazione per Minori “Casal del Marmo” di Roma. L’11 ottobre 1980, lungo la S.S. Flaminia perdeva la vita a seguito di un incidente stradale mentre svolgeva un servizio comandato. Riconosciuto "Caduto nell’adempimento del servizio" ai sensi della Legge 308/1981 dal Ministero dell'Interno.
BARTOLO Gennaro Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Apice (BN) il 27/05/1942 in servizio presso la Casa Circondariale Sant’Angelo dei Lombardi (AV). Il 23 novembre 1980, sorpreso da una violenta scossa tellurica decedeva all’interno dell’Istituto. Riconosciuto "Caduto nell’adempimento del servizio" ai sensi della Legge 308/1981 dal Ministero dell'Interno.
FAMIGLIETTI Lorenzo Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Villamaina (AV) il 25/06/1940 in servizio presso la Casa Circondariale Sant’Angelo dei Lombardi (AV). Il 23 novembre 1980, sorpreso da una violenta scossa tellurica decedeva all’interno dell’Istituto. Riconosciuto "Caduto nell’adempimento del servizio" ai sensi della Legge 308/1981 dal Ministero dell'Interno.
VOLTERRANI Alessio Agente Ausiliario del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Pontedera (PI) il 20/07/1961 in servizio presso la Casa Circondariale di Pisa. Il 12 luglio 1981, viene ucciso da un colpo accidentale sparato da un collega mentre svolgeva servizio all’interno dell’Istituto. Riconosciuto "Caduto nell’adempimento del servizio" ai sensi della Legge 308/1981 dal Ministero dell'Interno.
ZACHEO Giovanni Agente Ausiliario del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Castrignano dei Greci (LE) il 15/10/1962 in servizio presso la Casa Circondariale di Taranto. Il 29 marzo 1982, viene ucciso da un colpo accidentale sparato da un collega mentre svolge servizio all’interno dell’Istituto Riconosciuto "Caduto nell’adempimento del servizio" ai sensi della Legge 308/1981 dal Ministero dell'Interno.
CORRAI Michele Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Bono (SS) l’11/05/1935 in servizio presso la Casa di Reclusione di Mamone. L’01 febbraio 1983, trasportato d’urgenza all’ospedale civile di Sassari, decedeva a seguito delle lesioni riportate nell’incidente occorsogli mentre prestava servizio all’interno dell’Istituto. Riconosciuto "Caduto nell’adempimento del servizio" ai sensi della Legge 308/1981 dal Ministero dell'Interno.
CALDARI Stefano Agente Ausiliario del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Fano (PS) il 15/06/1964 in forza alla Casa Circondariale di Cassino, temporaneamente assegnato all’80° Battaglione Fanteria (Cassino). Il 28 novembre 1983, viene ucciso da un colpo accidentale sparato da un collega mentre smontava dal servizio di sentinella. Riconosciuto "Caduto nell’adempimento del servizio" ai sensi della Legge 308/1981 dal Ministero dell'Interno.
PATRIARCA Giovanni Agente Ausiliario del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a Terrelle (FR) il 27/05/1966 in forza alla Casa Circondariale di Cassino, temporaneamente assegnato all’80° Battaglione Fanteria (Cassino). Il 31 luglio 1985, durante il servizio di sentinella viene ucciso da un colpo accidentale partito dal proprio “M.A.B”. Riconosciuto "Caduto nell’adempimento del servizio" ai sensi della Legge 308/1981 dal Ministero dell'Interno.
MININNI Maurizio Agente Scelto del Corpo di Polizia Penitenziaria - nato a Roma il 28/07/1961 in servizio presso la Casa Circondariale N.C. di Roma “Rebibbia”. Il 02 aprile 1992, viene ucciso da un colpo di pistola sparato da un collega, uscito di senno, mente espletava il servizio all’interno dell’Istituto. Riconosciuto "Caduto nell’adempimento del servizio" ai sensi della Legge 308/1981 dal Ministero dell'Interno.
CUCCARANO Giovanni Agente del Corpo di Polizia Penitenziaria - nato a Macerata Campana (CE) il 06/05/1955 in servizio presso la Casa Circondariale N.C. di Roma “Rebibbia”. Il 02 aprile 1992, viene ucciso da un colpo di pistola sparato da un collega, uscito di senno, mente espletava il servizio all’interno dell’Istituto. Riconosciuto "Caduto nell’adempimento del servizio" ai sensi della Legge 308/1981 dal Ministero dell'Interno.
SCOLA Lidia Agente Scelto del Corpo di Polizia Penitenziaria - nato a Bolzano il 10/05/1950 in servizio presso la Casa Circondariale di Bolzano. Il 17 febbraio 1994, venie uccisa da un colpo di pistola sparato da un collega, uscito di senno, mente espletava il servizio all’interno dell’Istituto. Riconosciuto "Caduto nell’adempimento del servizio" ai sensi della Legge 308/1981 dal Ministero dell'Interno.
CADUTI NELL’ADEMPIMENTO DEL DOVERE
DE SANTIS Pasquale Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia-nato a Teramo il 21.1.1904, in servizio presso la Casa di Reclusione di Porto Azzurro. L’11 settembre 1943, comandato di turno alla portineria, a seguito di un tentativo di rivolta, veniva aggredito da un ergastolano e colpito da numerose coltellate. Questi, sebbene ferito mortalmente, reagiva ingaggiando una lotta con l’aggressore, riuscendo ad aprire il cancello interno dell’Istituto consentendo l’intervento degli altri Agenti evitando, così, una evasione di circa 800 detenuti. In data 3/6/2005 il Ministero dell’Interno gli conferiva la Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria.
SCALAS Ettore Vice Brigadiere del Corpo degli Agenti di Custodia – nato a Genico (CA) il 02/08/1903, in servizio presso la Casa di Reclusione di Alghero. Il 18 novembre 1945, nel corso di una violenta rivolta di detenuti, scoppiata all’interno dell’Istituto, veniva barbaramente ucciso unitamente ad altri colleghi.
PITTALIS Paolo B. Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia – nato a Martis (SS) il 02/08/1891, in servizio presso la Casa di Reclusione di Alghero. Il 18 novembre 1945, nel corso di una violenta rivolta di detenuti, scoppiata all’interno dell’Istituto, veniva barbaramente ucciso unitamente ad altri colleghi.
BACCHIDDU Giovanni Agente del Corpo degli Agenti di Custodia – nato a Tissi (SS) il 19/04/1900, in servizio presso la Casa di Reclusione di Alghero. Il 18 novembre 1945, nel corso di una violenta rivolta di detenuti, scoppiata all’interno dell’Istituto, veniva barbaramente ucciso unitamente ad altri colleghi.
CARIDI Ugo Alberto Agente del Corpo degli Agenti di Custodia – nato a Reggio Calabria il 05/07/1916, in servizio presso la Casa di Reclusione di Alghero. Il 18 novembre 1945, nel corso di una violenta rivolta di detenuti, scoppiata all’interno dell’Istituto, veniva barbaramente ucciso unitamente ad altri colleghi.
SORO Salvatore Agente del Corpo degli Agenti di Custodia – nato a Bonnanaro (SS) il 18/09/1909, in servizio presso la Casa di Reclusione di Alghero. Il 18 novembre 1945, nel corso di una violenta rivolta di detenuti, scoppiata all’interno dell’Istituto, veniva barbaramente ucciso unitamente ad altri colleghi.
RAP Salvatore Agente - nato a Sommatine (CL) il 30/09/24
Agente di Custodia in esperimento presso un importante carcere giudiziario, in occasione della ribellione di oltre tremila detenuti muniti di armi, che minacciavano di forzare in massa l'uscita principale del carcere, armatosi di una mitragliatrice, riuscì a trattenere l'impeto dei ribelli con deciso fuoco della sua arma, che abbandonò soltanto allorché venne colpito da un proiettile che gli cagionò una ferita al petto per cui decedette tre giorni dopo compiendo il proprio dovere a costo della vita.
Milano, San Vittore, 21aprile 1946.
Medaglia d'argento al Valor Militare alla Memoria
PARASALITI M. Carmelo Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia – in servizio presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria Il 25 novembre 1952, rimaneva ucciso all’interno dell’Istituto.
SANTACROCE Gennaro Agente del Corpo degli Agenti di Custodia – in servizio presso la Prigione Scuola di Firangieri (NA), Il 28 novembre 1958, con generoso slancio accorreva a sedare una rissa, scoppiata in una cella, rimanendone vittima.
TOMASIELLO Giuseppe Agente del Corpo degli Agenti di Custodia – in servizio presso la Casa di Lavoro di Tramariglio (SS). Il 22 gennaio 1960, nello scortare un detenuto lavorante veniva aggredito dallo stesso. In data 24 gennaio 1960 decedeva, presso l’Ospedale Civile di Alghero, a seguito delle ferite riportate.
BARRACO Giuseppe Agente del Corpo di Polizia Penitenziaria – nato a Trapani il 24/06/1965, in servizio presso la Casa di Reclusione di Favignana, in qualità di Nocchiere Motorista. Il 21 dicembre 1991, libero dal servizio, durante una violenta burrasca accorreva, unitamente ad altri colleghi, per tentare di rafforzare gli ormeggi di una Motovedetta del Corpo in difficoltà ma, travolto da un’improvvisa ondata perdeva la giovane vita. In data 26/11/1992 il Ministero dell’Interno gli conferiva la Medaglia d’Argento al Valor Civile alla Memoria.
MONTALTO Giuseppe era un agente scelto della Polizia Penitenziaria. Nacque a Trapani il 14 maggio del 1965 e prestò servizio per vari anni nel carcere “Le Vallette” di Torino, prima di essere trasferito, nel 1993, a Palermo, nella tana dei boss, nella sezione di massima sorveglianza dell'Ucciardone, quella destinata ai criminali che dovevano scontare il regime carcerario del 41 bis.Giuseppe, uomo dello Stato e padre di trent'anni, non si aspettava certamente di essere ucciso alla vigilia di Natale del 1995, davanti agli occhi esterrefatti della moglie e della figlioletta. Premiato con la medaglia d'oro al valore civile.
Per non dimenticare.
…….Beato quel Paese che non ha bisogno di eroi.